Il motorino

Ma che invenzione fantastica è il motorino?! Mi permette di arrivare ovunque in pochi minuti, sento l’aria calda, caldissima, gelida che mi accarezza (perché di carezze negli ultimi anni, tanti, non è che ne abbia ricevute molte). E allora sono grata al motorino, anche perché mi porta in pochi minuti al Fatebene da casa mia, che sto in Ticinese, dall’altra parte della città. E lì c’è la mia amica di fegato e a lei continuo a pensare, ogni momento della giornata. È come se fosse il mio braccio destro? Sinistro? Un po’ entrambi! E da lei parte un filo, che quando esco dal Fatebene si allunga e la porta con me in qualunque cosa io faccia. C’è anche stamattina, quando il mio amato motorino decide di allungarsi sopra di me deciso a stendermi a terra. Sono certa che è un atto d’amore: forse voleva copulare, non lo so, io lo amo, però mi sono trovata sdraiata sull’asfalto, mi sono divincolata dal suo stretto abbraccio e poi? Come riportarlo in posizione eretta? Ho aspettato che passasse qualcuno: arriva una giovane donna che mi guarda con aria perplessa. Forse pensa: “È pazza? Ubriaca?”. Alla fine il mio amato si rassegna a stare sul cavalletto.

Mentre mi accasciavo sull’asfalto sentivo tirare quel filo che mi lega alla mia amica di fegato. Poveretta, avrà sentito anche lei uno scossone. Le dico “tranquilla” ho la schiena sderenata ma sto bene, era solo un atto d’amore. Lei sorride.
Tua Demetra