In memoria di te. 

Ciao tesoro, scrivere qualcosa è stato difficilissimo. 35 anni di ricordi e amicizia profonda sono complicati da mettere nero su bianco.

 

Il primo giorno che ti ho vista, per esempio, amica mia: indossavi una gonna di jeans, una camicetta con il colletto di pizzo, calzettoni bianchi in san gallo e un paio di ballerine di Armani, verdi, da fare invidia alle modelle. Avevi gambe infinite, capelli lunghissimi e un cerchietto di velluto. Eri seduta nel banco accanto al mio e con la disinvoltura di un angelo ti sei alzata in piedi con la mano tesa. Hai sollevato quel tuo sopracciglio che non perdona e con la tua strana erre hai detto “mi scusi, professoressa, potrebbe chiarire meglio la domanda?”. In quel preciso istante ho pensato che tu fossi assolutamente insopportabile. Più tardi ho capito che avevi solo un caratteraccio impegnativo. Era il 1980, primo giorno di prima media. Un mese dopo eravamo amiche per la pelle. Non ci siamo lasciate mai più.

 

Al mattino per andare a scuola: tu eri sempre in ritardo e ti dovevo aspettare davanti al portone, poi camminavi con certe falcate che ero io a doverti correre dietro, ma tu ti giravi e ti fermavi ad aspettarmi ridendo, ti spruzzavi il Ventolin per calmare quella tua fame d’aria e poi portavi anche il mio zaino, per fare più in fretta. Sei sempre stata un passo avanti al mio e mi hai aiutato a percorrere ogni strada.

 

Per me tu sei parte di quasi ogni ricordo che ho della vita. Vacanze memorabili e liti furenti, come quando ci azzuffavamo di santa ragione e con quelle tue mani giganti mi mettevi sempre al tappeto. Le stesse mani grandi che poi mi tiravano su mentre mi guardavi col sorriso beffardo dicendomi: più impegno, più impegno quando mi meni. Le stesse mani che mi hanno scosso, svegliato e risollevato mille volte nella vita.

 

Infine un ricordo recente. I lunghi giorni in ospedale. Io, Francesca, Silvia ed Erica, e tua madre, tua sorella e chi ti ha amato e vegliato fino all’ultimo respiro. Ci sei Tu che dispensi consigli di abbigliamento, ti preoccupi di come stiamo, ti assicuri che ci prenderemo cura di noi, vuoi sapere cosa succede fuori da li, quali progetti abbiamo, sogni un weekend tutti insieme a Lisbona o Madrid, ti lamenti del cibo e del pigiama che abbiamo sbagliato a portarti, alzi di nuovo il sopracciglio perché le cose non stanno andando come vuoi. Poi ti godi un massaggio e anche il manicure, che sei stata sempre bellissima, precisa, in ordine. Ma le cose no, non stanno andando come vuoi e questo ti scoccia. Parecchio. E noi ti osserviamo spaventate e commosse, onorate di esserti amiche, col cuore che si sbriciola, perdendoci nei tuoi occhi infiniti che scivolano via.

 

Volevamo camminare ancora con te. Al ritmo veloce delle tue gambe infinite, guardando quei tuoi occhi capaci di guardare dritto negli occhi degli altri. Ci mancherà il tuo cuore pulito e capace di amare e moltiplicarsi per tutti. Ci mancherà la tua bocca polemica e sincera, capace di aprirsi in meravigliosi sorrisi e chiamare le cose col loro nome. Ci mancheranno i tuoi pensieri acuti e veloci, mai banali, pensieri curiosi del mondo e degli esseri umani, pensieri affamati di novità, pieni di progetti da portare ostinatamente avanti. Ci mancherà il tuo coraggio e amore per la vita, che hai onorato fino in fondo. Tutto questo ci mancherà ma non è perso, perché con te se ne va una parte di noi, ma dentro di noi resta un’enorme parte di te. Sei morta troppo presto, ma hai vissuto cen’anni.

 

Un ultima cosa amica mia sorella di una vita. Ti prometto che starò accanto a tua madre e tua sorella, che sono la mia seconda famiglia. E ogni volta che lo vorranno ci sarò per i tuoi figli serbando per loro ogni ricordo di te, che sei stata una madre sempre presente e stracolma di amore, che sempre li hai messi davanti a te stessa. E ci sarò per chi ti ha saputo amare attimo dopo attimo senza mai allontanarsi da quel tuo letto d’ospedale, prendendosi cura di te con coraggio fermo e un amore che non avevo mai visto, un’ amore che ti ha risarcito di tante ferite, un amore che ti meriti i fino all’ultima goccia. Perché amore hai seminato senza riserve.

 

Mi mancherai profondamente, ma da oggi guarderò il mondo anche con i tuoi occhi. Stai tranquilla tesoro bello, ad aspettarti troverai la mia mamma pronta a coccolarti e riempirti di baci. Buon viaggio, Gabriela. E che questa tua impalpabile nuova esperienza ti sia lieve.

 

Tua Saida

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