Le cose che hai fatto oggi con me

Oggi ho preparato la colazione poi la borsa sportiva delle mie figlie, ci ho messo dentro i pantaloni e gli stivali da equitazione, il cambio per la piscina, la crema solare, le scarpe da ginnastica, le ciabatte da doccia, gli asciugamani, i cap e i paraschiena, due bottigliette d’acqua e gli occhialetti per andar sott’acqua, e non ho dimenticato nulla (perché sono bionda, ma finta bionda). Poi ho guidato tra le colline portando a destinazione figlie e borse sportive (nessuno e niente è stato dimenticato per strada).

Oggi ho sentito miagolare uno dei miei gatti, l’ho chiamato a me e ho visto che tra i denti stringeva un topo. Ho urlato “uh, bravo, che schifo”, ho preso la paletta e, chiedendo scusa al gatto, ho raccolto il topo e l’ho catapultato nel campo dei vicini. Tanto nessuno chiamerà i Ris per capire la dinamica del delitto.
Oggi ho fatto la revisione di un testo di psichiatria rendendolo comprensibile ai comuni mortali e l’ho inviato via email al referente, chiedendo scusa per le due settimane di ritardo, ma avevo altri pensieri più importanti e scusami ma va così.
Oggi mi sono riempita il labbro superiore di crema antivirale, perché son giorni complicati e io tengo duro ma il mio corpo vuole dire qualche cosa anche lui e allora mi regala un herpes labiale degno di un film horror.
Oggi ho girato la provincia per cercare fiori finti da mettere nei capelli di un’attrice. E li ho trovati.

Oggi ho chattato con mio marito mentre faceva le infusioni all’Istituto europeo di Oncologia e ho pensato che è bravo e sono fiera di lui, soprattutto perché poi è andato a sentire con entusiasmo la conferenza di un fotografo.

Oggi ho cucinato un fantastico pollo al cocco e curry e non l’ho nemmeno bruciato (perché sono bionda, ma bionda per finta). Ho nutrito le figlie col pollo. E poi due gatti con i croccantini, un gatto con la scatoletta di umido e due cani con il pastone. Ho dato acqua a tutti. A me anche anche prosecco.

Oggi ho ascoltato le mie figlie entusiaste per aver galoppato e saltato i loro primi ostacoli.
Oggi ho parlato d’amore, di sogni, sesso, speranze e progetti impossibili. L’ho fatto con il cuore e senza rimpianti. Soprattutto con dolcezza.

Oggi ti ho portata tutto il tempo con me.
Tua Afrodite

Elogio del dito medio

Oggi. Oggi sono partita all’alba per venirti a trovare al letto 45. Ho salutato cani, gatti, figlie, marito, colline, prati e via: ho messo in moto il mio bolide trasudante aria condizionata di prima qualità e l’ho puntato alla volta del casello A7 di Portamiamilano. Mentre tu eri lì, al fresco della stanza 18, tuttavia io stavo ancora incolonnata sulla Milano-Genova, intoppata per errore di valutazione nella stupida bolgia di quelli che fanno le partenze intelligenti e tornano dal mare il lunedì mattina. Pensavo di arrivare da te alle 8.30, invece sono arrivata alle 9.45.
Ma la vita riserva sempre dettagli interessanti, basta saperli decifrare. Così grande soddisfazione durante il viaggio è stata poter alzare catarticamente il dito medio in faccia a un pirla. Uno che, mentre in corsia di sorpasso viaggiavamo tutti a 30 all’ora, mi ha fatto i fari perché aveva fretta. Mi sono freddamente spostata nella corsia centrale (quella dei 10 all’ora): la scena è passata in modalità rallenty. Quindi ho colpito. Un dito medio perfetto, tutti i muscoli delle dita della mano sinistra ben piegati, stretti, compatti, uniti: tutti a dar forza a quell’unico, coraggioso dito medio che, eretto con vigore, esprimeva in linguaggio analogico il miglior “vaffanculo” della mia vita. Vaffanculo a te, arrogante automobilista, e vaffanculo a chi pensa di fermarci. Noi, te. Te, noi.

Io quel pirla lo ringrazio, perché mi ha fatto sentire bene, mi ha fatto sentire reattiva, mi ha fatto sentire che da ora in poi nessuno ci metterà in un angolo. Siamo in cinque, come le dita di una mano e, con rispetto parlando, tu svetti come il medio.
Tua Afrodite