Eccoti il tuo blog, rompipalle di un’Artemide del mio cuore

Te lo dico, sei una gran rompicoglioni. Lo sei sempre stata. Son 36 anni che siamo amiche e hai sempre spaccato le balle. Quando vuoi una cosa non molli. Volevi questo blog, lo volevi a tutti i costi. “per condividere con gli altri la vita, il coraggio, il mondo dentro e il mondo fuori”, hai detto. Eccoti servita. Ecco il nostro blog. Nostro. Perché tu ci hai unito, tutte tue amiche ma manco una amica dell’altra. Tu ci hai cucito insieme e ora siamo legate che non ci lasciamo più. Hai fatto le riunioni in ospedale. Ora ci sproni da casa, via whatsapp, non molli. Eccoti il tuo blog. Sei una donna unica, meravigliosa, rara. Sono fiera di essere tua amica da sempre, dal primo giorno di prima media. Ma te lo dico, sei una gran rompicoglioni. Da quando sei malata sei pure peggio. Un turbine di vita. E pure l’ospite inatteso se ne sta accorgendo. Contro ogni previsione lo stai rimandando da dove è venuto. Fai sballare i protocolli, i valori ematici, il cervello dei medici. Stai vincendo tu, un giorno dopo l’altro. Perché sei una gran rompicoglioni. Non molli mai. Figurati adesso… Eccoti il tuo blog, meravigliosa Artemide.
Tua Afrodite

Riflessioni

Eccomi alle prese con tante riflessioni… Sto iniziando a reinserire qualche appuntamento di lavoro per settembre. Difficile farlo… Per tanti motivi… Un po’ per il timore di stare male all’ultimo momento e dover disdire ancora e, un po’, per gli incastri temporali sulla base delle chemio e dei giorni seguenti in cui sto male… Mi scoccerebbe dover far saltare gli impegni. Sul lavoro sono una molto precisa e affidabile. Non poterlo essere per me è uno smacco… Ecco un compito: ho da imparare a ‘liberarmi’ di questo carico…

Comunque sia, sento l’esigenza di organizzare anche qualcosa che sia la mia vita ‘da sana’. Sono mesi che le mie giornate sono fatte solo di malattia, esami, farmaci, medici, riposo, dolore, noia, paura, tristezza, rabbia… Gioia… Poca… Ma tanta oggi e tutte le volte in cui le notizie sono buone!
Adesso però ho bisogno di riprendere qualcosa che mi appartenga in quanto professionista, madre, compagna. Non più solo Paziente.
Vediamo come andrà. Intanto, con la metà di settembre qualcosa la faccio partire, in modo soft, ma partiamo!
Vostra Artemide

La chemio chic…

Occhio Gioioso (il mio oncologo del cuore) è felice e lo sono anch’io! Ho risposto più che bene alle prime due chemio. Così bene che oggi ho ‘vinto’ il passaggio di livello a quella più tosta che ci sia per il mio tipo di tumore.
Ho un po’ paura per gli effetti collaterali che saranno più pesanti, ma non vedo l’ora di stare sempre meglio e quindi… Vada per lo stare peggio nei prossimi giorni… Da domani mi sa che mi rileggerò questo pezzo tante volte per rincuorarmi…

A proposito! Sono solvente! La mia assicurazione si è svegliata e ha iniziato a pagare per le mie cure. Risultato: stanzetta privata con letto, divanetto per gli ospiti, bagno e lussuosissima tv! Menù, cibo da ristorante e coccole a gogò. Par di essere in una SPA! Nel girone dantesco dove andavo prima non vedevo l’ora di scappare e pensavo mi accadesse lo stesso qui… Mi sono dovuta ricredere! E chi scappa da qui?! Manco ti accorgi che stai facendo la chemio! 9 ore di flebo come fosse una passeggiata! Sì perché da solvente ti spettano flebo disintossicanti intervallate a quelle bastarde. L’obiettivo è quello di aiutare il paziente ad avere meno effetti collaterali possibili. E, a giudicare da come mi sono sentita nel mentre e in questo momento (ore 02.00!), sembrano davvero efficaci. Le altre volte ero già ko da ore!

…Girando su internet ho scoperto che uno dei nuovi preparati che stanno circolando nel mio corpo ha la particolarità di entrare nel DNA delle cellule e mandare in tilt la riproduzione… Spero sappia anche scegliere quali cellule attaccare!!! Però, è sorprendente! Sembra quasi fantascienza!… Ha il suo fascino, non c’è che dire!
Vostra Artemide

Comprendi il male

Ricordate il Motto di qualche giorno fa?
Sto riflettendo sulla sua presenza e la sua funzione. Negli ultimi anni, non c’è dubbio, una fetta consistente di me si era intrisa di tanta rabbia, dolore, delusione, invidia, astio, tristezza, paura… Purtroppo, il mio matrimonio e la relazione con il mio ex marito mi avevano assorbita e travolta. I miei pensieri erano spesso legati a lui e al fallimento di una storia in cui avevo creduto molto.
Non volevo accettarlo.
Al tempo stesso, ero diventata sempre più dura e feroce nel giudicare ogni suo passo come contro di me. Ci ho perso dietro un sacco di tempo e di energie! Fino al punto da non riuscire più a distinguere tra azioni veramente da arginare, perché compiute sull’onda della sua rabbia, con azioni compiute invece solo perché la pensiamo diversamente e questo non significa affatto siano contro… Anzi! Saperle distinguere è fondamentale. Io non lo sapevo più fare… A volte, il pensiero dell’altro si rivela anche migliore se ci si da il tempo di comprenderlo. Del resto, per quanto separati, quell’uomo l’avevo scelto per farci una famiglia e, oggi, posso anche reimparare a vedere il bello che possiede e ha sempre posseduto. La separazione è stata fondamentale, ma saperci stare tenendo vivo anche tutto ciò che di positivo e sano può esserci ancora nell’altro credo sia un atto di grande evoluzione per noi e per i figli.
Nell’ultimo anno, soprattutto, era andata meglio.
Non vivere assieme ci stava aiutando parecchio ma, di sicuro, negli anni di caduta libera del rapporto avevo ormai accumulato tantissimo malessere.
Poterlo vedere raccolto in un luogo e poterlo pensare come qualcosa di cui posso liberarmi, sembra incredibile ma, in certo qual modo, mi da la misura e la certezza di poterlo fare. Adesso che so. Adesso che lo guardo. Adesso che non posso sottrarmi dall’occuparmene e dal fare ‘pulizia’ dentro di me.

Ama il male…
In un certo qual modo sento di poter amare il mio male. E’ qui a ricordarmi quanto è accaduto. E’ qui a tenermi vigile rispetto a quanto posso fare. E’ qui a darmi anche gli strumenti per liberarmene.
Il mio tumore è venuto per aiutarmi a purificarmi.
Sembra un po’ folle scritto cosi… E’ vero… Ma sento che il male è venuto con l’intenzione di farmi fare un salto che, altrimenti, forse e purtroppo, non sarei stata in grado di fare. Questo male è legato agli anni recenti, ma anche ai pensieri e alle idee che, evidentemente, avevano spazio dentro di me da tempo. Ancora e da sempre. E’ un po’ come se questa fosse l’occasione per cambiare registro e pagina. Profondamente. Guardando a me e alla mia esistenza con uno sguardo più ottimista e positivo per tutto ciò che mi riguarda.
Cosa nuova e desiderata.
Liberarmi da questo male può significare davvero riconoscermi un pieno diritto all’Esistenza. Un pieno diritto allo stare bene ed esserci con serenità.
Amo questo male perché mi sta offrendo questa possibilità.
Il mio ‘essere al mondo’ l’ho sempre un po’ vissuto come un dover stare nella ‘stanza degli ospiti’. Ci sei, ma è bene che più di tanto non crei disturbo e, al tempo stesso, le cose della vita vanno conquistate, occorre tanto (troppo!) impegno per prenderle! Come ‘ospite’ c’è da fare sempre una fatica in più. Un po’ come prendere il codino che penzola sulla giostra del Luna Park! I ‘non ospiti’ sono tutti più alti! Fai una fatica bestiale e ci devi mettere uno slancio anche feroce per batterli e accaparrarti un giro gratis!
Ecco, come posso non amare un male che è venuto a dirmi di entrare nel ‘salotto buono’ a pieno diritto??? Un male che sì, è vero, devo scalciare… è qui per questo! Ma c’è per tenermi il posto! Appena arrivo se ne va! E’ lì un po’ bruttino, ma e lì, per me! Del resto, fosse bello, magari lo lascerei stare… O lascerei ancora la poltrona libera senza rendermi conto che lo è e spetta a me sedermici (!!!) senza dover sgomitare ed affannarmi!
…Incredibili i film che ci facciamo! Ma è così…

Ringrazia il male…
E’ inevitabile. In questa prospettiva è tutto più chiaro. Sia beninteso, non c’è alcuna colpa nell’avere un tumore. Non smetterò mai di dirlo. Un tumore puo’ capitare. A chiunque. Qualunque tipo di vita conduca e qualcunque siano le storie, i pensieri e le convinzioni che lo guidano.
Ma un tumore puo’ essere un’opportunità. Non c’è dubbio. Mi sta imponendo con forza delle riflessioni e considerazioni che, forse, non avrei mai fatto. Tante cose anche già viste e attraversate in anni di terapia, ma occorreva un altro passo! Non posso che ringraziarlo se resto fedele allo sguardo che mi rende limpida e lucida di fronte al suo messaggio e di fronte a quanto posso fare di diverso. A quanto posso offrirmi. Posso e devo. Da adesso. Liberarmi da tutto ciò che ha reso cupo il mio essere. Farlo diventare luce. Nuova e pulsante di vita, di gioia, di leggerezza.

Distaccati dal male…
…e mandalo in vacanza in un bel luogo dove possa divertirsi e riposarsi dopo le fatiche di questi anni. Se mi siedo sulla poltrona, lui può andarsene.

Ci sto lavorando… Chemio su chemio è un po’ come se facessi i miei primi passi nel ‘salotto buono’. Sono ancora distante dalla poltrona. Ma la vedo.
Me la immagino bella e comoda. Ed io  ben vestita e sorridente che mi avvicino con passo lento, ma deciso.

Il mio tumore è lì…
Ricordate Coso? Potrebbe proprio essere così. Lui però non è più così rabbioso e potente. Non ne ha più bisogno. Finalmente ho capito cosa vuole! Quindi e lì, un po’ annoiato per l’attesa e, adesso, anche stanco… E’ affaticato dal mio metterci così tanto tempo prima di andare da lui a prendere il posto!
Se fantastico sul seguito…
Mi avvicino. Gli sorrido.
Lui alza lo sguardo. I suoi occhi sono vivi e carichi di attesa e speranza.
Il posto e’ mio, se lo chiedo con convinzione senza arrabbiarmi, e’ pronto ad andarsene…
Si alza e si allontana.
Senza cenni, senza fronzoli, senza parole. E’ pronto ad andare.
Io rimango a fiato sospeso per un attimo. E’ un momento solenne!
Quella è la mia poltrona! Ed è sempre stata lì. Per me! Finalmente ora so. Ora vedo. Ora la posso toccare.
Con gesti e movimenti attenti e rispettosi mi siedo. Mi sistemo. E’ anche comoda!
Da qui, il mondo ha tutt’altra faccia!
La mia poltrona e’ semplice, ma anche comoda e colorata. E’ bellissima! E’ la mia poltrona nel mondo!

E dove mando Coso???
Sara’ l’estate, sarà che sono nata nel mare e il mare per me è l’elemento chiave della vita. Impossibile sopravvivere senza!
Mando Coso al mare! Maldive, bordo piscina, cocktail, sole, brezza marina… Cappello di paglia in testa, elegante mise di lino… Coso sta una bellezza!
Manda cartoline da laggiù.
Non potevamo che renderci più felici!

Ecco come potrebbe andare… Ecco come voglio vada… Ce la sto mettendo tutta Coso per liberare te e liberare me! Lo so, tocca a me il grosso e so che non è ancora finita ma… Abbi fede e fiducia! Io ce le ho sempre di più!
Vostra Artemide

Rinascita!

Per fortuna quella brutta giornata si è conclusa bene per l’intervento provvidenziale di una dottoressa che mi ha consigliato il mitico Buscopan!
Stavo per andare al Pronto Soccorso e, invece, incredibilmente ho trovato qualcuno che potesse aiutarmi per telefono! Piangevo di gioia!

Da qualche giorno, mi sento davvero meglio. E’ bellissimo! Sto riacquisendo un po’ di forze, finalmente riesco ad uscire di casa e fare delle passeggiate. Mi aiuto con un bastone perché anche i muscoli, in questi mesi, ne hanno risentito ma sono molto felice perché mi sembra davvero che le chemio stiano facendo effetto.

Oggi in uno scambio con un mio grande maestro ho condiviso un pensiero che trovo molto vero. Rispetto ai tumori la parola ricorrente è Combattere. Credo ci possa essere molto di più. Non è combattendo che ci si ‘libera dal male’. Occorre bel altro. Il male arriva e porta con sé un messaggio non può essere trascurato.
E quindi, su suggerimento di una delle persone più speciali che conosca, ecco il mio nuovo motto: Comprendi il male, ama il male, ringrazia il male e poi distaccatene…
Mandalo in un bel luogo di vacanza dove possa divertirsi e riposarsi dopo le fatiche di questi anni.
Care Divine… Ogni giorno vissuto mi insegna qualcosa di più.
Vostra Artemide

Oggi è durissima

Oggi è durissima.
La stipsi si è fatta avanti con forza. La volta scorsa è stato l’opposto. Questa volta è difficilissimo.
Il dolore per gli sforzi è stato davvero grande. Tremavo e non avevo le forze per riuscire a fare nulla. Neanche il clistere è servito e, adesso, sono terrorizzata dal sentire ancora male.

Quello che ha fatto davvero male è il retto che nello sforzo ha fatto fatica a tornare nella normalità. Adesso, ho così paura che non riesco neanche ad urinare da ore.
Non è il massimo come racconto, ma sta succedendo anche questo e penso sia importante lasciarne traccia.

Con la tachipirina 100 spero di sortire qualche effetto calmante.
Attendo che un po’ di dolore passi.
Incrocio le dita e sudo freddo.
Oggi non me l’aspettavo ma sembra il colpo di coda finale post chemio, come la volta scorsa in cui ero stata molto male proprio quando mi sembrava di aver ricominciato a riprendermi.
Bastardo!
Attende che abbassi la guardia per attaccare.
Ma so rialzarla subito e non mollo! Ancora di più!
Vostra Artemide

Eccomi qui che mi rivolto nel letto ma non voglio dargliela vinta.
Tra un po’ staro’ ancora meglio.
Ne sono convinta e, intanto, cerco di pazientare e stare tranquilla finche’ passer

Il dono

“Andiamo in motorino stasera?”
Il comune di Milano si è fornito di scooter sharing
“Perché no!?”
Solo 20 gg fa avrei risposto:
“Mah… chissà se ci ricordiamo come si guida, non sarà pericoloso?”. 
I bambini sono al mare e noi in città. Ho fondato la mia filosofia post partum  sulla tecnica infallibile della “strage perfetta” dove si va tutti al campo santo e non restano superstiti, possibilmente animali domestici inclusi!
Così per gli aerei, le navi, la seggiovia nello sci, la macchina, tutto tutti insieme!
Potrebbe sembrare brutale, ma se ci si pensate bene è la cosa migliore.
Quando mio marito va all’estero per lavoro, viaggia da solo e per anni mi sono preparata alla sua scomparsa, pensando a come avrei tirato avanti la famiglia da sola poi ogni volta ritornava! Apparentemente morire è più difficile del previsto!
Ma tu, Tesoro, mi ha fatto un dono enorme e preziosissimo, a tutte noi stai regalando un dono unico, quello di guardarci dentro.
E ho preso la macchina con lui e in 3 gg abbiamo fatto il 1000km in Provenza! Noi due liberi con i nostri bagagli di emozioni, sentimenti, paure e progetti verso il futuro, quello che abbiamo costruito insieme e quello di cui siamo orgogliosi e con i nostri figli nel cuore (ma non in macchina con noi).
5 gg dopo siamo tornati a riprenderli al mare
Il mare, da piccola non volevo uscire mai dall’acqua, molto comune tra i bambini, ora non ci vorrei mai entrare, e per questo ci sono 3 livelli di scuse;
– troppo spesso l’acqua è fredda,
– sono nata quasi di 10 mesi con acqua nei polmoni e cianotica, da qui il mio disagio nell’acqua (non male questa eh?!),
– mi spaventa la sensazione di sospensione di immensa profondità e libertà, ecco, forse questo è più calzante!
Negli ultimi 30 anni, quando sono coraggiosamente riuscita a bagnarmi (Tesoro tu lo sai!), non ho mai immerso la testa, la ragione! giammai!
Domenica però mi sono lasciata andare alle sensazioni, come se ci fossi tu a guidarmi, la pelle abbronzata con i peletti biondi dei miei piccoli, il profumo del mare, della crema solare e un mare blu/verde che faceva voglia!
A bordo di una imbarcazione di fortuna con il mio piccolo esploratore e mio marito, mi sono fatta portare …. con fiducia, solo per divertimento, solo per stare insieme poi … splash … che bella sensazione………. poi la gara di capriole ….. poi di tuffi, e infine di tuffi buttandosi all’indietro di schiena!
Tutta l’acqua sulla faccia e tutto il corpo immerso come in un oblio, la felicità a braccetto con la paura e poi solo felicità e godimento.
Quanto dovevo aspettare? Quelli come me hanno paura di essere felici, felicità significa in qualche modo avere qualcosa che potresti perdere, meglio non avere niente da perdere, decisamente più stabile.
Cara amica, tu non solo eri li con me, ma mi hai insegnato che per proteggere quello che amo e mi rende felice non serve custodirlo al sicuro in qualche luogo segreto, ma corrergli incontro, viverlo alla luce del sole con tutte le energie e tutta la voglia di esserci, quanto ancora avrei aspettato senza di te?
La vita va vissuta da adesso senza ripensamenti!
Grazie con il cuore amica speciale
Tua Persefone

Riflessioni attorno a un fegato ferito

Ci sono diverse lesioni su tutto l’organo

Si, me l’hanno descritto pressapoco così.

Me lo sono immaginato come se avesse ricevuto tante pugnalate… E, in un certo qual modo, penso proprio sia andata così. Penso di sapere da dove far partire tutto ciò. Forse anche da molto lontano. Ma, di sicuro, gli ultimi anni sono stati quelli decisivi. Anni in cui so di aver vissuto scissa. Scissa in una dimensione in cui la mia vita si divideva nettamente tra l’esterno e quello che accadeva in casa.

Fuori c’erano la gioia, i bimbi, gli amici, il lavoro, con tante soddisfazioni e novità. Raccoglievo dei frutti importanti sotto tanti punti di vista e mi sentivo felice per le mie conquiste. In casa, o meglio, con il mio ex marito, invece, le cose andavano malissimo. Da tempo. Una parte di me soffriva ogni giorno, se ne disperava ogni giorno, senza trovare una soluzione, un appiglio, un modo per cambiare direzione.

Nonostante i miei mille tentativi sembrava non ci fosse via d’uscita. La mia ostinazione mi ha fatta ammalare. Avrei dovuto fermarmi prima. Avrei dovuto comprendere prima che non valeva la pena farsi così male. Nonostante i figli. Sì. Nonostante e a prescindere. Quando va male in un matrimonio con i figli, li si fa diventare la scusa per non muovere un passo. Incatenati ai sensi di colpa del dover far pagare loro gli errori di adulti, che non sono in grado di essere tali. Anch’io li ho usati per fermarmi, per placarmi ma, soprattutto, per proteggermi perché avevo paura di agire. Paura di chiudere. Paura di quello che sarebbe stato. Avessi potuto vedere un poco più in là del mio naso avrei capito che poteva andare meglio solo separandomi. Che sarei tornata ad essere Una e non divisa tra due mondi lontani anni luce. Che avrei di nuovo provato gioia profonda e serenità. Che il mio cervello e le mie viscere si sarebbero finalmente liberate e alleggerite di quel pesante fardello e quell’incessante rumore di fondo dei pensieri di chi non ce la fa più a stare in una situazione, ma si sta imponendo di farlo per paura, per vigliaccheria e per il quieto vivere di chissà chi.

Ma non potevo saperlo.

Alla fine, è andata. Ce l’ho fatta a chiudere. Ce l’ho fatta a combattere ancora, e tanto. Anche per chiudere. E, di questo, sono infinitamente felice e orgogliosa! Ma, ormai, il danno era evidentemente fatto. E adesso il mio corpo è venuto a ricordarmelo. Ho lasciato che mi venisse fatto troppo male. Mi sono fatta troppo male. Ho fatto, a mia volta, troppo male. E adesso quelle pugnalate sono anche visibili. Visibili anche dai medici che guardano il mio fegato. Pugnalate inferte con rabbia e disperazione. Quello che ho vissuto. Quello che ho lasciato che accadesse.

Non me ne faccio una colpa. Sia ben inteso. Ma voglio aver chiaro cosa è successo. Voglio aver chiara la mia parte di responsabilita’ in tutto cio’. Per tenerne conto e partire da qui per andare oltre. Sanando queste ferite. Ricucendo. Scacciando. Ripulendo. Pur facendo tesoro di quanto è successo. Una dura e amara lezione di vita. Che nessuno dovrebbe arrivare a vivere ma, evidentemente, necessaria per chi, come me, è capace di tollerare ‘troppo’ e ha da imparare a fermarsi e a fermare prima chi va oltre.

Il mio corpo non dimentica.
Io non dimentico.
Io non offro più il fianco per un’altra pugnalata. Anche fosse solo indulgere nell’ipocrisia del momento.

E il Fegato ringrazia.

Bimbi miei, vi riempirò di baci!

di Artemide
Ci siamo quasi! Che emozione! Domani riabbraccerò i miei bimbi che non vedo da 20 giorni! Mi sono mancati da morire e non vedo l’ora di riempirli di baci. Rimarranno poco visto che per il mio ex marito ci sono grosse probabilità che il mio tumore al fegato sia estremamente contagioso… Non lo si dice apertamente ma, si sa, le voci girano… Eh già… Comuque sia, domani li rivedrò. E questa è la cosa importante!

Ieri mi sono catapultata a fare capelli, mani, piedi… Mi sono tirata a lucido come la prima uscita a cena con uno bello guaglione! Un fiorellino da cogliere! Non vedo l’ora di aprire la porta di casa e vedere le loro faccine gioiose!

Loro non sanno che lo so, in questo devo dare atto al mio ex marito che sta trasformando questo incontro in una sorpresa, un gioco, qualcosa di cui divertirsi. Ogni tanto qualche merito ce l’ha anche lui, valà. Per quanto riesca a rendersi detestabile il suo lato giocoso è la parte bella, che sa esprimere con i figli.

Da qualche giorno i due cuccioli mi dicono (deliberatamente e amorosamente mentendo) che domani andranno a Malta. Mi hanno descritto l’isola, il mare, le specialità. Manco dovessero vendermi un pacchetto vacanze! Che forza! E, invece, domani verranno qui pensando che io non ne sappia nulla!

Che magnifica avventura! Che magnifico mondo! Che bella la vita!

Vostra Artemide

Donne che salvano la vita

Un mese fa la mamma di Saskia ha avuto un infarto, era su Facebook, si è sentita male, non riusciva a muoversi, ha scritto un messaggio di allarme: Sara, una giovane amica, ha chiamato i soccorsi. Sara ha salvato la vita a Elly,  la mamma di Saskia. Ieri ero al bar con Saskia, Elly e altre donne di veneranda età. La mamma di Saskia mi indica la cameriera, la giovane amica (Sara) e mi dice “è lei che mi ha salvato la vita”. E mi racconta: “Io ho salvato la vita a lei quando era piccola, era sempre da me, le piaceva stare a casa mia, era allegra da me. Lei mi ha regalato l’anzianità, io le ho regalato l’infanzia”. Io guardo Saskia, e penso che anche lei mi ha salvato la vita. A Padova, durante l’università, mi ha amata, scherzata, corretta, accompagnata. E me la sta salvando ancora oggi.

Poi penso a te, bella mia Artemide, e penso che anche tu mi stai salvando la vita: mi insegni come si affronta un problema così grande come un tumore; come si può ridere tantissimo in ospedale, con la flebo attaccata al braccio; come ci si prepara per la battaglia per combattere sto male bastardo; come si può essere amorevoli, altruisti con le proprie amiche, mettendole in contatto e chiedendo loro di partecipare a un progetto comune, geniale, scrivere tutte con te e per te. Anche questo progetto di scrittura, amica mia amata, mi sta salvando la vita. Mi sento in un fronte forte, deciso, combattivo: tu, io, le amiche divine. Noi donne abbiamo poteri speciali per salvarci la vita. Mi piacciono molto gli uomini ma adoro le donne.

Tua Demetra